sabato 21 marzo 2020

La quaglia del Sempione

01/11/2019


Nonostante il lavoro all'edicola impedisca praticamente sempre di sfruttare qualsivoglia festività, per una serie di fortunate coincidenze mi ritrovo ad avere alcuni giorni liberi consecutivi a cavallo tra ottobre e novembre: non uno o due, ma ben tre! Poca roba per fare chissà che cosa, eh, ma considerando che fino ad agosto non avrò mai più un'occasione simile...
Appena mi metto al computer a progettare un itinerario della durata di più giorni, scopro due cose:

- è previsto diluvio universale per l'intero periodo su tutta l'Italia;
- non è possibile usufruire del trasporto bici di FlixBus dal 1° novembre al 29 febbraio dell'anno dopo.




Per qualche interminabile minuto immagino di entrare nella sede centrale di FlixBus e fare una strage al grido di COSA VI COSTAVA MANTENERE IL SERVIZIO VISTO CHE A DICEMBRE IN BICI CI ANDIAMO IO E FORSE ALTRI TRE IN TUTTA ITALIA, poi cerco di prenderla con filosofia pensando che, in fondo, optare per il treno regionale significa eliminare il 95% degli ipotetici itinerari che avevo in mente, e di conseguenza perdere meno tempo a scegliere dove andare.

Già, appunto: dove andare? E dato il pessimo tempo previsto, meglio fare una gita di tre giorni o tre gite da un giorno ciascuna? Scelgo la seconda opzione e come prima meta scelgo un passo alpino.

martedì 7 maggio 2019

Quella volta che mi sono perso nella notte cercando di raggiungere il mare


02/12/2018


La vita del ciclista urbano medio è scandita dal raggiungimento di numerosi piccoli traguardi personali. Traguardi fisici e mentali che ci imponiamo noi stessi man mano che aumenta la confidenza con la nostra bici.
Il primo giorno ci si accontenta di non cadere dalla sella, entro qualche settimana ci si sforza di non sbagliare strada per la millesima volta, e dopo qualche mese pare che qualcuno impari addirittura a cambiare le camere d'aria bucate senza rivolgersi al negozietto sotto casa.

È solo questione di tempo prima che il suddetto ciclista, in un'orgia di emozioni sempre più contrastanti, passi al lato oscuro della Forza salendo di un ulteriore gradino la scala che conduce al delirio di onnipotenza. Dopo un'incredibile quantità di contusioni e ossa fratturate, basta la prima giornata senza rischiare di essere investiti per dichiararsi invincibili, o è sufficiente passare col verde tutti i semafori di Corso Buenos Aires per credere di avere il dominio della Materia.




E se sei un ciclista, se sei già in preda al delirio e se abiti a Milano, arriva sempre il momento in cui ti chiedi:

"E se andassi al mare in bici?" 


giovedì 16 agosto 2018

Milano - Torino, 160 km seguendo l'atlante De Agostini del '95


26/11/2013


"...e quindi siamo arrivati a Torino giusto in tempo per pranzo, è stato divertente." mi racconta Roberto, reduce dall'ennesima gitarella in bici Milano-Torino.
Gitarella per lui, ovviamente.
Ovvero per uno che quando dice "vado a farmi un giro qui vicino" come minimo prende la bici e da Milano arriva a Pisa in una notte, o passa il week-end facendo su e giù tra i valichi alpini.


"430 km in un giorno? Beh certo, li ho fatti anch'io giusto ieri, facile facile."

"Perché non provi anche tu?" chiede al sottoscritto, non sapendo che - al contrario suo - io sono un cretino che rischia la morte pedalando anche solo per 30 km.

giovedì 9 agosto 2018

Il cambio di bici


21/11/2013


Alla fine è successo. Doveva succedere.

Ho dovuto lasciare a riposo forzato la mia vecchia e gloriosa bicicletta. Quella dei 10.000 km, per intenderci.

Ieri ho temuto il peggio, quando ho scoperto che il cerchione si era deformato a tal punto da rischiare di vedermi schizzare fuori dalla propria sede il copertone - con relativa camera d'aria - da un momento all'altro.
Così, ho dovuto fare quel cambio. A malincuore. Ho lasciato "La gloriosa" in cantina e ho ripreso l'altra, quella nera, quasi mai usata.

Ma "La gloriosa" è bastarda, e lo sa che nel momento del cambio mi sono sentito una merda, così me lo ha fatto pesare fin dal primo momento.


10.000 km


14/10/2013




Tutto iniziò alle superiori. All’epoca prendevo il tram 14 per andare a scuola. Era terribile: lo perdevo in continuazione, mi faceva incazzare, mi faceva iniziare male la giornata.

Allora cominciai a prendere il tram 2; a volte era decisamente meglio del 14, altre volte era decisamente peggio.
Infine presi l’autobus 50, che al mattino era un carro bestiame.
E allora dissi: “Perché non provare la bicicletta?”