giovedì 16 agosto 2018

Milano - Torino, 160 km seguendo l'atlante De Agostini del '95


26/11/2013


"...e quindi siamo arrivati a Torino giusto in tempo per pranzo, è stato divertente." mi racconta Roberto, reduce dall'ennesima gitarella in bici Milano-Torino.
Gitarella per lui, ovviamente.
Ovvero per uno che quando dice "vado a farmi un giro qui vicino" come minimo prende la bici e da Milano arriva a Pisa in una notte, o passa il week-end facendo su e giù tra i valichi alpini.


"430 km in un giorno? Beh certo, li ho fatti anch'io giusto ieri, facile facile."

"Perché non provi anche tu?" chiede al sottoscritto, non sapendo che - al contrario suo - io sono un cretino che rischia la morte pedalando anche solo per 30 km.

giovedì 9 agosto 2018

Il cambio di bici


21/11/2013


Alla fine è successo. Doveva succedere.

Ho dovuto lasciare a riposo forzato la mia vecchia e gloriosa bicicletta. Quella dei 10.000 km, per intenderci.

Ieri ho temuto il peggio, quando ho scoperto che il cerchione si era deformato a tal punto da rischiare di vedermi schizzare fuori dalla propria sede il copertone - con relativa camera d'aria - da un momento all'altro.
Così, ho dovuto fare quel cambio. A malincuore. Ho lasciato "La gloriosa" in cantina e ho ripreso l'altra, quella nera, quasi mai usata.

Ma "La gloriosa" è bastarda, e lo sa che nel momento del cambio mi sono sentito una merda, così me lo ha fatto pesare fin dal primo momento.


10.000 km


14/10/2013




Tutto iniziò alle superiori. All’epoca prendevo il tram 14 per andare a scuola. Era terribile: lo perdevo in continuazione, mi faceva incazzare, mi faceva iniziare male la giornata.

Allora cominciai a prendere il tram 2; a volte era decisamente meglio del 14, altre volte era decisamente peggio.
Infine presi l’autobus 50, che al mattino era un carro bestiame.
E allora dissi: “Perché non provare la bicicletta?”


domenica 5 agosto 2018

Colico e Chiavenna, di notte, sono città molto buie


11/03/2018


Ogni tanto si sente il desiderio di fare una gitarella così, senza aver organizzato nulla, decidendo su due piedi (e in 10 minuti scarsi) un posto a caso giusto per soddisfare quel richiamo interiore che continua a ripeterci incessantemente Carpe diem.
E quando ti lasci guidare dall'istinto e sei un tutt'uno con l'universo, le energie che emani sono positive e nulla può andare storto.





Ma c'è sempre l'eccezione che conferma la regola, eh.



sabato 4 agosto 2018

Cima Grappa, 1775 metri di pura sfiga


15/07/2018


Faccio un lavoro che mi impegna 6 giorni su 7, e tutta la settimana lavorativa è improntata a capire come sfruttare l’unico giorno libero concessomi. Giorno che puntualmente viene usato per stare sul divano a recriminare se stessi per non essere andato da qualche parte.

“Fa niente, tanto avevo giusto bisogno di riposarmi”, dico guardandomi allo specchio, mentre una singola lacrima scende lungo la guancia.

Così passo il tempo sognando e cercando in internet luoghi che non avrò mai la voglia di raggiungere.


Finché non trovo questa foto:


All'improvviso, musiche angeliche risuonano nella mia mente

Trattasi del sacrario militare del monte Grappa. Leggo giusto qualche info: qui posso trovare Storia (con la esse maiuscola), architettura monumentale, spiritualità, un panorama niente male, magari un po’ di frescura, il tutto condito da quel non so che di finis terrae che ci sta sempre bene.
È una salita impervia? La gente muore di fatica nel tentativo di raggiungere la cima? Ho una bici non da corsa che pesa tonnellate?
- “Echissenefrega”, dice il cuore.
- “Sei un coglione”, risponde il cervello.